Incendi boschivi

L’incendio boschivo è un fenomeno distruttivo e devastante, che danneggia spesso irreparabilmente gli ecosistemi e pone a repentaglio vite umane.

Esso va pertanto considerato con estrema serietà, anche in un territorio - come quello trentino - nel quale gli incendi boschivi rappresentano un fenomeno relativamente poco frequente, con un trend complessivamente decrescente nel tempo sia per numero di eventi sia per loro estensione.

Sin dal 1977 la Provincia Autonoma di Trento si è dotata di un proprio piano per la Difesa dei Boschi dagli Incendi (vai alla sintesi divulgativa del piano), giunto ormai alla quarta edizione. Il piano individua le zone a diverso grado di pericolo e rischio incendi boschivi, le strategie per la prevenzione dei fenomeni e le opere da realizzare a supporto dell'azione di spegnimento, quali strade e sentieri antincendio, serbatoi e condotte per l'approvvigionamento idrico, piazzole elicottero di appoggio allo spegnimento dall'alto. Il tutto in applicazione della L.P. 11/2007 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette” e della Legge Nazionale 353/2000 “Legge quadro in materia  incendi boschivi”.

 In particolare, l’art. 11 della  L.P. 11/2007 stabilisce le seguenti regole di comportamento:

  • è vietato bruciare stoppie o altri residui vegetali all'interno dei boschi e a distanza inferiore a cento metri da essi;
  • è vietato accendere fuochi all'interno dei boschi e a distanza inferiore a cinquanta metri da essi; è consentita l'accensione di fuochi nei punti fissi attrezzati a questo scopo, nonché l'uso di fornelli protetti da dispositivi o strutture atti a impedire il diffondersi di faville o braci;
  • è vietato usare inceneritori sprovvisti di abbattitore di scintille all'interno dei boschi e a distanza inferiore a cinquanta metri da essi.
  • chi accende un fuoco nei casi consentiti deve seguirne o farne seguire l'andamento da una persona incaricata, fino allo spegnimento.

Per quanto riguarda le cause d'incendio, anche in Trentino gli incendi boschivi nella stragrande maggioranza dei casi sono provocati direttamente o indirettamente dall’uomo: si tratta per lo più degli effetti involontari di comportamenti imprudenti o superficiali (ad esempio il lancio di sigarette o fiammiferi), o di insufficienti misure precauzionali durante lo svolgimento di pratiche agricole o attività economiche, responsabili del 44% dei casi di incendio nel periodo storico 1984-2006; di cause naturali (fulmini), che hanno causato nello stesso periodo il 10% degli incendi, mentre le cause di tipo volontario (dolose) assommano al 31% dei casi, con una frequenza altamente variabile negli anni, non prevedibile e spesso influenzata da situazioni anomale.

Nel successivo periodo 2007-2015, le cause involontarie e volontarie si sono mantenute sugli stessi livelli, rispettivamente 28% le involontarie e 33% le volontarie, mentre l'aumento dei fenomeni temporaleschi intensi nella stagione estiva ha innalzato al 17% l'incidenza del numero di incendi causati da fulmini; va poi tenuto presente che per entrambi i periodi considerati permane un 15-20% di casi in cui anche con rilievi accurati non è possibile risalire con certezza alle cause dell'incendio.

In merito al numero degli incendi boschivi, i dati presentano un andamento annuale altalenante, in parte spiegabile con l'andamento climatico: infatti la frequenza degli incendi boschivi è maggiore nei mesi caratterizzati da periodi con scarse precipitazioni in presenza di accumulo di sostanza secca nei soprassuoli, che nella provincia di Trento e in generale nell'arco alpino, a differenza di quanto accade nel resto del territorio nazionale, coincidono con la stagione invernale – primaverile; in annate con estati particolarmente calde e secche però, come nel 2015, le condizioni climatiche favoriscono un significativo verificarsi di eventi pirogeni anche nella stagione estiva, sia per cause antropiche sia per fulmini, portando ad un numero di incendi (54) molto maggiore rispetto all'anno 2014, caratterizzato, al contrario, da periodi di ininterrotte ed intense precipitazioni e dal verificarsi di soli 5 incendi boschivi.

 

Dal grafico emerge comunque il netto trend decrescente sia per numero d’incendi che per superficie percorsa dagli anni ’80 ad oggi.

In costante diminuzione nel tempo, poi, la superficie media percorsa dal singolo incendio: questo indicatore esprime in modo congiunto la potenzialità di espansione del fuoco in un determinato territorio e la capacità di contenimento da parte delle squadre di intervento addette all’estinzione dell’incendio, che in Trentino sono i Vigili del fuoco volontari e permanenti, incluso il nucleo elicotteri, con il supporto logistico dal personale forestale.

La superficie media per singolo incendio era pari a 3,2 ha per il periodo 1984-2006, un valore già piuttosto contenuto rispetto alla media nazionale di 10,3 ha dello stesso periodo; valore che in Trentino nel periodo 1997-2006 era di 2,2 ha e scende a 0,8 ha nell'ultimo periodo 2007-2015, a conferma dell’efficacia delle strategie di previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi intraprese dalla PAT negli ultimi quarant’anni.